Il New Sustainable Recovery Approach per guidare i responsabili politici proposto dai Proff. Muhammad Yunus, Mario Biggeri e Enrico Testi

By Novembre 12, 2021News

Il Prof. Muhammad Yunus insieme ai Proff. Mario Biggeri e Enrico Testi, nel loro ultimo articolo  intitolato “Social Economy and Social Business Supporting Policies for Sustainable Human Development in a Post-COVID-19 World” ” propongono il New Sustainable Recovery Approach (NSRA), per guidare i politici nel ripensare le azioni socio-economiche e indirizzarle verso uno sviluppo umano sostenibile facendo leva sui punti di forza dell’economia sociale e del social business.

L’aritcolo è stato pubblicato sul numero speciale della rivista Sustainability intitolato “Social Businesses and Social Entrepreneurship in the Face of Sustainable Development Challenges” curato da Carlos Lopez-Gutierrez, Ana Fernandez-Laviada and Andrea Pérez dello Yunus Center Cantabria (accessibile a tutti).

La pandemia di COVID-19 ci sta offrendo la possibilità di attuare un vero cambiamento nelle abitudini di vita, produzione e consumo. Prima di riavviare l’economia, però, è importante soffermarsi su una questione di fondamentale importanza: che tipo di economia e di società vogliamo creare? Una “società di mercato” o una società dove gli scambi sono regolati anche dalla reciprocità e dalla redistribuzione? L’obiettivo di questo contributo è quindi quello di fornire ai policy maker una nuova prospettiva basata sull’Economia Sociale e l’Impresa Sociale (SE&SB) che aiuti nel momento dell’elaborazione di politiche volte a permette un’uscita dalla crisi originata con la pandemia da COVID-19, ma più in generale, ad orientare i percorsi di sviluppo verso una maggiore sostenibilità.

 

Le componenti principali del New Sustainable Recovery Approach

La prima componente dell’NSRA è lo Sviluppo Umano Sostenibile (Sustainable Human Development, SHD) che può essere definito come un processo di promozione ed espansione delle capacità umane (capabilities) dove il termine “sostenibile” si riferisce alla sostenibilità economica ,ambientale e sociale. Il SHD è da considerarsi quindi sia come l’obiettivo finale a cui dovrebbero tendere i responsabili politici, sia come approccio che coinvolge tutti gli attori coinvolti nel processo di sviluppo (governi, imprese, cittadini ecc.).

La seconda componente, Istruzione e ricerca trasformativa per i processi di apprendimento individuale e collettivo può essere definita come l’orientamento dei sistemi educativi e di ricerca verso la trasformazione sociotecnica dei sistemi socioeconomici, per soddisfare i bisogni sociali e promuovere società sostenibili e inclusive che generano apprendimento tra diversi stakeholders.

La terza componente Enhanced Social and Environmental Consciousness and Behaviour (ESECB) è da intendersi come la situazione nella quale le persone sono consapevoli delle questioni sociali e ambientali e adottano comportamenti pro-sociali e pro-ambiente. Questa componente sta in realtà alla base delle due precedenti e al contempo le rafforza e ne indirizza l’azione. Senza quest’ultima, non ci sarebbero abbastanza scelte e/o comportamenti capaci di sostenere i processi di sviluppo umano sostenibile o una ricerca ed un’istruzione trasformativa.

Le tre componenti si influenzano a vicenda e si collegano le une alle altre con feedback positivi. Questo implica che il raggiungimento di un grado elevato di diffusione di una delle componenti influenza positivamente le altre due, e viceversa, se il campo di azione di una si restringe, restringe anche le altre.

Nella parte finale del documento sono indicate alcune raccomandazioni politiche capaci di sostenere lo sviluppo dell’Impresa Sociale e del Social Business per creare sinergie e generare un processo di trasformazione.

“… le cose non sono mai così complicate come sembrano. È solo la nostra arroganza che ci spinge a trovare risposte inutilmente complicate a problemi semplici”.

Muhammad Yunus

 

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